domenica 30 ottobre 2011

Esperimento con le PIGNE

L’attività che andremmo a raccontare è frutto della nostra infanzia e dei giochi che da piccole facevamo quando ancora internet e il computer erano per noi parole sconosciute.
Così giocavamo con quello che c’era: sassi, rami, fiori, cani, gatti, ecc…
Fu proprio giocando che scoprimmo un segreto incredibile!
Le pigne del pino se bagnate, con acqua, si chiudono a cono e se si vogliono riaprire, basta metterle al caldo del sole.
Contente di aver ripescato nella memoria un così prezioso ricordo abbiamo deciso di condividere questa esperienza anche con i nostri bambini.
Abbiamo preparato una grande bacinella d’acqua e in un cestino abbiamo messo tante pigne aperte.
Una volta radunati i bambini intorno alla bacinella abbiamo detto loro che avremmo fatto un esperimento scientifico.
Inizialmente, abbiamo fatto notare che le pigne che avevamo erano aperte e che dovevamo chiuderle, sì ma come?
Abbiamo provato a ordinare alle pigne di chiudersi:” Chiuditi pigna!”, abbiamo provato a chiuderle stringedole tra le mani.
Ma non ha funzionato così abbiamo proposto ai bambini di provare a metter le pigne dentro l’acqua.
Ma come tutti gli esperimenti ci vuole pazienza così abbiamo deciso, di comune accordo, di lasciar le pigne per tutta la mattinata dentro l’acqua, monitorando di continuo cosa stesse accadendo.
Nel frattempo, abbiamo anche notato che la pigna essendo di legno non sprofonda ma galleggia e così abbiamo parlato del mare, delle barche e del legno che è un materiale che rimane a galla.
Questi spunti interessanti sono usciti fuori da questa semplice attività!
Nel pomeriggio le pigne si sono completamente chiuse e così le abbiamo mostrate ai bambini, che sono rimasti a bocca aperta.
Allora, abbiamo proposto loro di farle aprire di nuovo e così le abbiamo appoggiate sopra al calorifero… la mattina dopo erano di nuovo aperte come all’inizio.
E’ stata proprio una piacevole attività non solo per i bambini ma anche per noi educatrici.
E’ stato come un tuffo nel passato, rivedendo l’emozione di allora nei volti dei nostri bambini.
Natty ed Elisa

Il paciugo con le ghiandine

Poco tempo fa abbiamo raccolto tante ghiande piccole.
Quando è arrivato il momento di pensare a come poter creare qualcosa di divertente per i nostri bambini ci è sorto subito un grosso problema, come facciamo a giocare con queste ghiandine senza che i bimbi le ingeriscano?
Pensa e ripensa, l'idea è arrivata, perché non proponiamo il mega paciugone?
E così è stato.
In questo modo diamo sfogo alla voglia del bambino di stendere il composto su tutto il foglio, lavorando su un grande formato e nel frattempo lo incuriosiamo unendo al paciugo dei piccoli oggetti (le ghiande) da impastare, coprire, nascondere, allineare, ecc...
Così, abbiamo preparato dentro ad una grande ciotola il paciugo: 1 kg di farina, acqua, e un po' di colla vinilica.
Abbiamo allestito il tavolo ricoprendolo con una spessa e grande carta bianca, e dopo aver messo i grembiulini, abbiamo dato un'abbondante cucchiaiata di impasto a ciascuno.
I bimbi hanno steso il composto in lungo e in largo, contenti di sporcarsi le manine.
Dopo poco, abbiamo fatto notare che a quel paciugo mancava qualcosa per essere davvero bello, così abbiamo raccontato uno scoiattolino ci aveva donato dentro ad una cestina tante piccole ghiande per giocare.
Mostrate le ghiande a ogni bambino, ne abbiamo data una manciatina a ognuno, adagiandola sopra al loro paciugo.
A questo punto i bambini si sono messi a manipolare entusiasti e in maniera molto impegnata! Sembrava che facessero il pane!
Qualcuno è riuscito a togliere il micro cappello alla ghianda e ha iniziato a creare delle piccole linee tortuose dicendoci, "Guarda, ho fatto la strada!".
Altri hanno preferito raccogliere le ghiande in un mucchietto e altri hanno fatto una fila di ghiandine.
Nessuno ha provato a metterle in bocca, perché le ghiande dopo poco si sono ricoperte d’impasto ed esteticamente non erano per niente invitanti. Inoltre l’attività è stata proposta a un gruppo di sei bambini circa, quindi è stato più facile tenere sotto controllo la situazione. Lavorare con il gruppo dei bambini più grandi del nido ci permette di proporre questo tipo di attività.
Alla fine dell'attività avevamo due tavoli ricoperti di paciugo e ghiande, davvero un bel pasticcio!
Durante il pomeriggio abbiamo fatto asciugare i fogli al sole e poi li abbiamo appesi alla bacheca per la documentazione.
Le mamme sono rimaste piacevolmente stupite di questo bel quadretto, di sicuro la sera prima di andare a dormire avranno fatto il bagno ai loro bimbi perché molti di loro avevano dei ciuffi bianchi di paciugo nella testa!!!
Natty ed Elisa

domenica 16 ottobre 2011

Il cappello delle ghiande

L’autunno ci regala ogni anno bellissimi frutti, uno di questi è la ghianda: carina, rotonda, e con il suo inconfondibile cappello alla francese.
E’ proprio dal cappello della ghianda che siamo partite per creare un piacevole gioco e un’interessante attività per i nostri bambini.
A un piccolo gruppo di bambini, abbiamo fatto trovare per terra tante ghiande e dopo esserci seduti in cerchio di fronte alle ghiande, noi educatrici, abbiamo raccontato che quei frutti si chiamavano ghiande, che provenivano dal boschetto e che ce li aveva regalati uno scoiattolino che presto sarebbe andato in letargo e che avrebbe portato con sé dentro la tana, le ghiande da sgranocchiare ogni tanto.
Ci siamo poi soffermate sulla forma del frutto, identificandone i particolari: è di legno, marrone, rotonda e… ha il cappello!
Ma guardando bene, abbiamo fatto notare ai bimbi che non tutte le ghiande avevano il cappello, quindi ci siamo divertite insieme a loro a cercare il giusto cappello a quelle che non l’avevano.
Una volta trovato il cappello giusto e completata la ghianda si doveva mettere in un cestino.
I bambini si sono divertiti molto, cercavano, provavano, tentavano, controllavano le misure e poi riuscivano anche con un po’ di testardaggine a infilare i cappelli piccoli in ghiande troppo grandi!
Il giorno dopo, sulla scia di questo gioco, abbiamo proposto un’attività basata sullo stampo utilizzando i cappelli delle ghiande.
Abbiamo dato a ciascun bambino un foglio bianco e un cappello di ghianda. I bambini hanno subito iniziato a cercare di colorare con questo particolare strumento.
Ovviamente, il cappello non lasciava nessuna traccia sul foglio, quindi abbiamo dato a ciascun bimbo un piatto contenente colori autunnali a tempera.
I bambini hanno iniziato a intingere il cappello nella tempera e a provare a colorare il foglio, all’inizio sono rimasti sorpresi dei cerchietti che il cappello rilasciava poi presa fiducia nella scoperta appena fatta, hanno iniziato a tempestare il foglio di tanti cerchi colorati!!!
“Sì, il cappello colora!”, “ Guarda quante palline”, Maestra! Ancora colore!”

Alla fine avevamo dei bellissimi disegni colorati e tanti bambini soddisfatti dell’esperienza appena trascorsa.

Natty ed Elisa

sabato 8 ottobre 2011

Le pigne

La pigna del pino è un altro oggetto naturale con cui abbiamo lavorato all’inizio dell’anno e soprattutto durante la stagione autunnale.
Una delle esperienze più divertenti svolta con le pigne è stata quella di colorare usando le pigne come dei veri e propri strumenti pittorici.
Abbiamo dato a ogni bambino un foglio bianco e una pigna, dopo di che abbiamo chiesto ai bimbi di provare a strofinare la pigna sul foglio per vedere se colorava, ottenendo risposta negativa abbiamo preso del colore e lo abbiamo versato dentro dei piatti di plastica.
A questo punto ogni bimbo aveva un piatto pieno di colori e così abbiamo spiegato che si poteva mettere la pigna dentro al colore e provare poi a strofinarla nel foglio.

 “Sì! Colora!”
Così i bambini si sono sbizzarriti a cercare di colorare il foglio il più possibile!
Non tutti sanno che la pigna del pino ha all’estremità delle piccole punte che a contatto con la mano danno una sensazione di “pizzicherellio” tipo solletico, così il gioco si è fatto ancor più divertente perché i bambini mentre cercavano di colorare hanno anche avuto la possibilità di osservare e sentire l'effetto di queste punte sulla manina.
Abbiamo sentito dire tante volte... “Mi fa il solletico”, e nel frattempo il foglio era colorato con delle bellissime sfumature di colore e linee lasciate dal contatto della pigna su questo.
Alla fine avevamo dei bellissimi fogli colorati e tante pigne colorate, così abbiamo pensato di costruire con le pigne variopinte “un omino pigna”.
Quest’idea non è frutto della nostra fantasia, in realtà ci siamo ispirate al blog The wonder years. Un blog molto bello che visitiamo spesso per prendere spunti, idee, creazioni che poi adattiamo alla nostra realtà lavorativa e ai bisogni dei nostri bambini.
“L’omino pigna” ci ha aiutato ad abbellire la nostra classe durante tutto il periodo autunnale e quando è arrivato l’inverno lo abbiamo regalato ai bambini come ricordo da portare a casa della stagione appena trascorsa.


Non siamo più riuscite a trovare il post sul sito The wonder years ma postiamo il link alla la foto di questa idea che cè sulla loro pagina flickr.

Natty ed Elisa